dio….cristo….

25 febbraio 2008

Grazie a Lui parto….
Me ne vado da questa merda di casa, da questa merda di gente [solo il mio principe si salva] per non avere contatti…spero di finire i soldi già domani [visto che ho solo 60 cent] così non sento più nessuno. Voglio staccare davvero e non parlare con nessuno…non voglio nessuno…
 
Posto di merda, gente di merda…
 
Voglio trasferirmi o viaggiare il più possibile per non stare con questi qui….
 
Ma che cazzo vogliono dalla mia vita? Falliti….

no home

21 febbraio 2008

Perchè non mi importerà andare via una settimana, non mi importerà non poterti accarezzare per 2 settimane, sopravviverò alle 6 settimane [se ci saranno]…
…questo e altro per te. Perchè mi stai cambiando, e cambiando devo imparare a controllare la mia ansia.
 
La vita nuova è iniziata e subito mi mette alla prova, di fronte ad ostacoli piuttosto complessi, ma è anche vero che non si può vivere una vita piatta: l’uomo ha bisogno di stimoli per crescere e io voglio crescere, voglio imparare cosa vuol dire chiudere gli occhi e trovare la pace della mente. Questo costerà sacrifici e magari momenti di perdita di se stessi, ma sicuramente saranno ripagati abbondantemente da momenti di pura gioia e felicità, attimi in cui non c’è l’esasperazione ma la purezza di gesti lievi e soavi, dolci e attenti. Non serve cercare la feilicità nel limite e nel rischio, perchè essa risiede proprio nellla semplicità della complicità, nelle cose che sanno colmarci e farci sentire sazi.
 
E’ così strano…
 
La vita è strana…
 
Ma se sapessimo già tutto, dove sarebbe il gusto del viverla?

bho

19 febbraio 2008

C’è una cosa sola che so per certo: la vita è finita. E se non vogliamo maciullarci le balle vivendo, bisogna ridere e prendere le cose col sorriso, perchè se ogni volta dovessimo prendercela per qualcosa a questo punto sarei davvero nel girone dei suicidi insieme a Pier della Vigna.
 
In quella parte del libro de la mia memoria, dinanzi a la quale poco si potrebbe leggere, si trova una rubrica la quale dice: Incipit vita nova. Sotto la quale rubrica io trovo scritte le parole le quali è mio intendimento d’asemplare in questo libello; e se non tutte, almeno la loro sentenzia.
( Dante, La  Vita Nova)
 
Incipit vita nova: sì, è proprio così.
Melancholic sounds in my head
The Fairy’s night…
where all can be
where nothing make sense
Only me and you
it’s playing paper shoes
i can’t believe
in this atmosphere
i can’t hear
the sound of my hand
on your face
but i cannot forget
because it’s look like
somethin beautiful
Let me float into
and if you wanna
follow me
Don’t need nothing more
than me and you
Yea, let me float into
cause it’s a melancholic day.
 
Poche parole per spiegare che non serve andare in alto per provare le sensazioni più belle sulla nostra pelle, non serve cercare l’alto se non si ha nulla alla base, non serve andare lontano se non si ha dimora fissa, non serve cercare il tutto se non si ha niente, non serve…non serve nemmeno cercare, non serve smaniare perchè non è quello che ti fa ottenere le cose preziose. Vengono da sè, perchè sono doni immensi. Non bisogna cercare la perfezione nell’imperfetto. Perchè la pefezione non esiste. La Perfezione vera è fatta di bei momenti, belle parole ma anche di incomprensioni e momenti di debolezza, ma è proprio in qui momenti che si misura davvero ciò che si è. Non bisogna andare a cercare la propria personalità in stupidi quiz o strani  test della personalità: basta semplicemente essere capaci di guardarsi allo specchio e mettersi  come un critico davanti a un quadro: elenca il bello e il brutto di te. E non se sei grassa, se hai gli occhi marroni ma li volevi azzurri, se hai una macchia di 5mm sulla coscia che non ti permette di andare in giro in quelle condizioni in spiaggia, se la tua tinta biondo platino ti sta salutando. No. Ti metti li e lo guardi fuori, e vedi un rispecchiare del tuo interno, vedi la fotocopia del tuo essere:  non auguro a nessuno di trovarsi vuoti dentro, perchè allora vuol dire che questa persona rispecchierà la maggiorparte delle persone che caratterizzano questa società. Che non vale nulla. Se non economicamente. A questo punto buttiamoci sui soldi e compriamo brillanti e cose che ci fanno scintillare. Ma lo sbarluccichio finirà nel momento in cui qualcuno tenterà di entrare in contatto profondo con questa persona…capirà che è solo tempo perso.
 
Non è un inneggiare alla povertà e agli ordini monastici di clausura…è solo un modo per far capire che a volte i diamanti sono banalità e ciò che davvero brilla è quel qualcosa che va al di là del banale e ripetitivo/scontato.
Cancellare le banalità vorrebbe dire cancellare questa società.
Imparare a decentrarsi: sarebbe un bella cosa poterla insegnare ma,visto il surplus di materie scolastiche viene dimenticata.
Nessuno ultimamente riesce a mettersi nei panni dell’altro e comprenderlo, o almeno provarci; nemmeno gli adulti perchè sono immersi nel loro mondo di lavoro e impegni, di responsabilità e autorevolezza che non hanno tempo per queste "banalità", o carinerie, e devono riuscire ad arrivare a casa la sera con qualcosa in tasca, di molto materiale, per poter salvaguardare la propria famiglia.
Dove possiamo imparare queste semplici regole del buon convivere?
Non è possibile che la voglia di rispettarsi vicendevolmente sia morta, e non ci voglio nemmeno credere a questo, perchè è un diritto di tutti poter esprimere la pluralità di cui siamo composti, essendo tutti quanti mentalmente, fisicamente e emotivamente diviersi. Non tutti hanno un’"oppidum", una città fortificata al posto del cuore e lo so per certo, perchè io non sono così insensibile. Egoista? Forse, a volte, ma semplicemente per adeguardmi al mondo che mi circonda, perchè forse nessuno è mai stato degno delle mie attenzioni e del mio affetto, tale da farmi pensare più alla persona che ho di fronte che a me stessa.
Le persone che mi stanno più vicine sono quelle che capiscono che il mio corpo non è una membrana impermeabile agli stimoli del mondo e capiscono che voglio trasmettere il mio bene per dimostrare che oltre alla fisicità c’è qualcosa che va al di sopra dei nostri stessi schemi mentali e ci fa agire secondo la nostra propria idea di bene: questo qualcosa è l’istinto e l’inconscio. Il primo è l’irrazionale, ciò che va secondo la nostra soggettività e ci permette a volte di arrivare dove altri paurosi non arrivano; il secondo è il nostro pensiero più profondo che non ci fa capire sempre, in un primo momento, il significato delle nostre stesse azioni; diventa allora logico e apprezzabile poterci riflettere sopra e capire di che pasta siamo fatti, se possiamo cambiare e come…
E’ tutto un gioco quasi incomprensibile di soggettività e pensiero costruttivo rivolto all’uomo, a ciò che ci circonda. E’ ovvio che tutto questo sforzo di pensiero e costanza di azione, per applicare ciò che si è capito nel proprio piccolo, viene affrontato solamente se c’è la volontà del primo a mettersi in gioco in questa giungla di emozioni e  pensieri confusi e, a volte, incomprensibili [la società figlia delle idee di Nietzsche, che non hanno niente a che vedere con l’eclettismo, in quanto pluralità di verità, ma non poliedricità della persona], ma, alla fine, è bello anche per questo perchè ognuno può prendere spunto da un piccolo pezzo di ogni confezione di idee e comportamenti che il mondo e la società adiacente ci fornisce e provare ad essere soggettività, a rielaborare ciò dal punto di vista del nostro più profondo inconscio, il suggeritore precedentemente menzionato. Non aderire a occhi chiusi a leggi non scritte e quasi naturali, ma provare a comprendere se davvero, davvero, la nostra strada è quella.
Ed è proprio quando il soggetto si scopre, che c’è la predisposizione a scoprire l’altro e la voglia di pensare come lui, semplicemente per capirlo e dimostrargli che non esiste niente di meglio perchè è così com’è. E’ qui che ci si può sentire davvero parte del mondo, fisicamente ed emotivamente ed è una sensazione bellissima comprendere l’altro, perchè si sentirà importante grazie a noi.
 
Con ciò io ammetto che non sempre sono stata capace di mettermi nei panni delle persone speciali che conosco, e per questo chiedo scusa. Ma sarò felice tutte le volte che sentirò qualcuno rivolgersi a me dicendo "mi fai sentire importante", perchè vuol dire che il mio messaggio non verbale è arrivato a destinazione: dritto fra i sentimenti della persona a me cara. =)
 
Vi voglio bene e non farei a meno di voi. Vi adoro.
 
Grazie a te, mio Principe, che mi stai facendo capire tutte queste bellissime cose.

Mondo Strano

1 febbraio 2008

Certezze. Cosa sono? Non c’è certezza in nulla, nemmeno in sè stessi. Viviamo in un mondo instabile dove nemmeno i sentimenti durano, impedendoci di usarli come base del nostro essere…
Su cosa allora possiamo basarci per non essere sempre soggetti a cambiamenti, che mettono la nostra persona di fronte a bivi più o meno importanti, che ci mostrano fragili e incoerenti? Non lo so; lo sto cercando quel qualcosa, su cui appoggiarmi e fare affidamento…un po’ come un girasole fa con il sole, ma io non riesco a trovarlo. Futuro incerto, presente instabile, passato carico di eventi multiforme che mi hanno creata, plasmata e definita; e sono ancora da definire, plasmare e arricchire, ma anche da smontare e rimontare, da confutare, da reidealizzare…
 
Devo crescere, perchè ancora mi sento bambina; devo impegnare le mie forze nel capire che ciò che faccio ora si rifletterà poi sul mio futuro, quell’oggetto informe e incolore, insicuro e fragile, sempre più frequente all’interno dei miei pensieri . Devo dargli almeno un senso per poter essere poi sicura di prendere le vie giuste, di abbandonare le cose inutili e di raccogliere sul mio sentiero le cose buone. Ho imparato a non tornare indietro, perchè è come se avessi chiuso un libro e riaprirlo ormai non ha senso, in quanto si sa cosa contiene.
 
La musica è un sostegno: quando qualcosa non va è quella l’ultima spiagga perchè io mi fido di lei e lei si fida di me. Necessito di musica per poter far finta di non sentire l’ignoranza di questo mondo, per poter sentire un brivido allo stomaco e tenerlo dentro me, non farlo scappare per la gelosia e la bellezza nel provarlo. Quando non hai più parole perchè questo mondo te le ha fatte sprecare, quando sei stufo di usare le tue parole e la tua voce, è li che entra in gioco la musica e la bellezza di essa, che ti prende e ti accarezza portandoti lentamente in un altro mondo…
 
Malinconia, che lentamente ti pervade, pensando a ciò che dovrai fare nel domani, lentamente uccidi il mio ieri per non poter ripensare a chi e a che cosa è stato di passaggio in questi miei giorni di permanenza.
 
Non è mai troppo tardi trovare la voglia di vivere: l’importante è averla trovata.