Costantemente. Sono qui

22 aprile 2008

E’ come scavare dentro la pelle e arrivare fino alle ossa, ma non trovare nulla di più. Lo spettro delle tue carni ti sorride e ti dice che non puoi più trovare le risposte dentro te perchè la società ti sta mangiando come un parassita su un cadavere: è tempo di smuovere via questi insetti dal volto, che offuscano la vista. E’ tempo di smetterla di guardare in una sola direzione, e coprirsi gli occhi, portando avanti una mano per ripararsi dai colpi, perchè non serve più gardare con gli occhi del volto ma con gli occhi dell’inconscio e dell’egoismo. Egoismo che sta facendo marcire la societa come una mela bucata, ma rossa viva all’esterno. Un quadro contraddittorio e paranoico mi si presenta davanti agli occhi, di una città che non ha più tempo di guardare e guardarsi, ma semplicemente di erigere nuovi mostri e nuove paure per poter annientare la vita del singolo. L’armonia che c’è tra il cupo tetto pesante sopra le nostre teste e l’incomprensibile incomprensibilità aggrava la lite tra la voglia di cambiare e la voglia di far cambiare. E’ una società di angosce e irrazionalità quella che mi si para davanti ogni giorno, sempre più. E il mio continuo non capire non migliora la situazione, anzi, mi porta a credere che la cosa migliore sia ormai rinchiudersi nel proprio guscio surreale e portare avanti a stento se stessi e ciò che di più caro abbiamo. La notte diventa sempre più buia e il nero  sempre più scuro e pastoso, dove è così semplice l’incontro dei nostri più cupi e deformi pensieri e dove anche il più temerario si tira indietro. Come tutti fanno. Non c’è tempo per affrontare l’affrontabile, ma tentiamo di strozzare, o meglio, impiccare per non sporcarci le mani l’innocenza e la serenità di chi ha voglia di andare avanti con la consapevolezza di essere se stesso: perchè la società non è più interessata a generare soggetti, ma si trova a produrre industriosamente individui che non hanno perchè, che non hanno da dubitare ma solo da combattere per sfondare muri creati da loro stessi, muri che vedono solo loro e più inutili di quelli non c’è; e più inutile azione non esiste.
Adesso basta chiederci i perchè, perchè non esistono e se esistono sono infinuti e mutevoli: chiedersi come fare e quando fare è forse più maturo e costruttivo…
 
mai vi fu pittore che più mi avrebbe smossa
mai vi fu ragazzo che più mi avrebbe capita
mai vi fu canzone che più mi avrebbe fatto capire…
grazie
 
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io odio tutto

15 aprile 2008

Non mi capacito di una cosa: perchè i periodi neri sono sempre più lunghi dei periodi di felicità? Sembra di essere in uno di quei tunnel immensi, tipo il frejus, dove la fine sembra non arrivare mai e alla fine ci si abitua un po’ al buio…

 

Mi chiedo il perchè dell’esistenza dell’uomo. Me lo chiedo perchè vorrei capire a che cosa "serviamo": vivere o morire, qual’è la differenza? Se per vivere una persona deve costantemente sentirsi come morta allora meglio morire del tutto.

 

Alla fine i giusti saranno sempre dalla parte del torto, mentre chi ha torto avrà sempre la parte migliore della vita…è un sistema che non mi piace e mi fa pensare al perchè dover andare avanti se tanto si sa già tutto. Arrivare a sera e dirsi di non trovare nulla di stimolante non è positivo; pensare di essere stufi di tutto non è oro colato. Se solo ci si potesse scrostare da questo mondo orrendo, forse un sorriso in più lo farei. Perchè deve funzionare così? Controcorrente, contro la morale, contro ogni logica razionale. Tu che speri di fare del bene ricevi del male e, a quel punto, non capisci più dov’è il bene e dov’è il male. Dov’è il confine tra questi due? Ma esiste un qualche cosa di buono? Esiste qualche cosa dove viene riconosciuto il merito? Se domani mattina non apro gli occhi è tanto di guadagnato perchè tanto non servo a nulla, se non come sfogo per le persone che devono far prendere aria alla bocca.

Se mi sveglio e non vedo il sole, c’è solo una risposta: sono morta. Ed era ora.

OH MADONINA SANTA

11 aprile 2008

ANDIAMO A PARIGIIIIII
 
 
OH MADONNA…PROPRIO PARIGI PARIGI, QUELLA IN FRANCIA….SìSì, PARIGIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
 
che figataaaaaaa
 
 
 
 
e domenica si vota! Bha…speriamo che il comunismo non prenda il sopravvento…-____-° a morte la falce e il martello…e a morte tutti gli altri. xD

il freddo di aprile

7 aprile 2008

E’ inutile che urli: loro non ti sentono. Non mostrarti debole perchè verrai calpestata. Fingi sempre che tutto va bene, perchè è così…
 
E quando fa freddo, copriti perchè il vero gelo deve ancora arrivare.

studiando latino…

2 aprile 2008

È stato un solco
tracciato all’improvviso
senza certezze,
senza prudenza
nell’ annusarci
d’istinto e di stupore,
in un crescendo
che ha dell’ irregolare.
Forse l’attesa
ci ha visto troppo soli,
forse nel mondo
non sapevamo stare
così distanti
ad aspettarci ancora.
Così prudenti,
così distanti,
così prudenti.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode ruvido
di istinto e sudore.
È stato un lampo
esploso in un secondo
a illuminarti in un riflesso,
quando temevi
tutta la luce intera,
l’iridescenza
della tristezza.
Probabilmente
lasciandomi cadere
a peso morto
al tuo cospetto
avrei sicuramente
permesso la visuale
sulle mie alienazioni,
sui miei tormenti,
sui miei frammenti.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che poi
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano faccia strage di me
in un incerto compromesso
tra la mia anima e il suo riflesso.
Sei il suono, le parole
di ogni certezza persa dentro il tuo odore.
Siamo gli ostaggi di un amore
che esplode fragile
di istinto e sudore.
Quanti graffi da accarezzare
per tutti i cieli che possiamo tracciare,
tutte le reti del tuo odore
dentro gli oceani che dobbiamo affrontare.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti sia incantevole.
Ma voglio che tu
tu piano piano scivoli dentro me,
ma voglio che tu
nell’insinuarti tu sia incantevole.
Ma voglio…

 
 
Grazie