sorrido…

28 maggio 2008

24 Dicembre:
LUCA, papi il cazzo XD una persona che sta diventando sempre più importante, la persona che sta sveglia fino all’1 per sentire le mie CAZZATE, la persona che mi porta alle mostre e fino a 5 min prima eravamo a dire cose così stupide che se ci avesse sentito la gente dentro la mostra ci avrebbe preso a calci. Luca è quella persona con cui puoi parlare di tutto senza limiti e senza avere mai noia: grazie Luca, per tutto quello che stai facendo per me, perchè mi doni un sorriso quando di sorridere non ne ho proprio voglia.
 
28 Maggio:
LUCA, mia insaziabile fonte di felicità. Sono passati 5 mesi da quel giorno, ma non ci siamo ancora stancati di ringraziarlo. Il natale. Avevi ragione quando mi dicevi che il natale non deve finire solo al pranzo, ma continua per tutto l’anno, perchè tu sei stato il regalo di natale più gradito in assoluto. Credimi che sono 5 mesi che ringrazio il cielo di averti conosciuto; come farei senza te? In questi pochi mesi mi hai rivoltata come un calzino: mi hai cambiata alla radice e mi stai facendo capire che forse è molto meglio essere se stessi che persone costruite. Viviamo una storia in costante crescendo da quel 6 gennaio e credimi quando ti dico che ho le lacrime agli occhi per la gratitudine. Fatico a comprendere una cosa così Fantastica…ho i brividi a guardare fuori dalla finestra, perchè mi ricorda quando guardavo nello stesso punto con occhi spenti e con  l’animo a pezzi nel vedere il tuo menefreghismo nei miei confronti: ora posso solamente sentirmi IMPORTANTE, perchè posso dire di essere parte della tua vita..il che non è così semplice e scontato. Mi stai prendendo dentro un turbinio di sentimenti che difficilmente si annullano…
Guarda le cose imponenti, come le piramidi di Giza: dopo ben 3000 anni sono ancora in piedi. E noi abbiamo un potere dentro noi di rendere tutto come le piramidi, siamo potenti nella nostra infinita piccolezza di umani: abbiamo l’amore. E usiamolo allora…è inutile tenere le cose inutilizzate.

silenzio

23 maggio 2008

E’ notte.

Tutto tace.

Attorno a me il nulla, le strade sono vuote, gli alberi riposano, le luci vanno spegnendosi e una nube se ne va, solitaria , accarezzando l’aria proprio come le lucciole, che arrivando silenziose preannunciando l’estate. Estate, periodo della mia vita che più odio.

Silenzio, tutto riposa lontano da me. Tutto è mosso da una brezza dolce che accarezza l’era.

Il mio animo vibra in cerca di risposte che non troverà nella pace del buio, che non troverà nel caos di domani, che non troverà nella frenesia della routine.

Domande mi assalgono, ma l’unica cosa che mi da pace è che da domani avrò un giorno in meno di agonia, avrò un giorno in meno davanti a me.

Risposte che arriveranno dopo tempi quasi infiniti.

E lo stare a chiedersi perché mi porta via solo il tempo e la ragione d’essere.

Ladra di calma è la nube solitaria, che vorrei seguire nel suo lento passare a mondi migliori, a visioni celestiali.

La nube scappa da me, e mi sento felice per lei, che può viaggiare senza zavorre e senza impedimenti.

Che cosa non va? Nulla.

Tutto tace.

Il mio animo vibra e disturba la quiete che c’è attorno a me.

Ultimi respiri in quest’aria sporca per tornare sott’acqua, per restare in apnea il più a lungo possibile, per non svenire e voler perdere i sensi, ma il voler fingere di lottare, consapevoli che le risposte tarderanno.

Nulla viene per caso.

Il caso non viene.

Il caso non esiste: c’è un perché in tutto.

Dov’è? Non lo so.

Arriveranno giorni felici, arriveranno le piogge che laveranno l’amaro di questo veleno e si porteranno via tutto ciò che lo produce.

Cosa mi servirà sopportare ancora per poter avere dannate risposte, non lo so, ma arriveranno giorni migliori.

Arriverà il giorno in cui anche il mio animo sarà quella dolce brezza che accarezza i rami della mia magnolia, arriverà il giorno in cui il vicino vedrà il mio prato più verde, arriverà il giorno in cui potrò smettere di fingere e scontrarmi con la parte più nascosta di me.

Arriverà, perché tutto arriva.

La pace arriverà.

Sarà allora che il sole brillerà più intensamente nei miei occhi e non farà male.

Sarà allora che non sentirò più il bisogno di evitare la vita.

Tutto tace.

Forse dormono.

Forse sono tutti altrove, lontano da me, e io mi sento sola, proprio come quella nube.

Arriverà il perché, e tutte le risposte annesse…

Sì, tutto finirà, in un modo o nell’altro.

Silenzio.

solo un minuto in più

21 maggio 2008

Non capisco più se è il tempo ad essere ladro, o se lo siamo noi con lui.
Ascolto ripetutamente queste parole nella mia testa perchè non trovo risposta, e continuano a girare vorticosamente come se fosse proprio insita in quelle stesse domande la mia risposta. E vivere baciando l’aria non è così appagante, perchè non da quella sensazione di saturo , lascia il vuoto nello stomaco e nell’anima. Vivere facendo ciò che piace non appaga come si pensa, perchè tutti lo pensano, ma nessuno ha provato a farlo e allora io penso che non appaga, se a priori nessuno lo fa. Autolesionismo: in fondo fa così bene. Dov’è il problema?
Non serve la rincarnazione per rivivere e rialzarsi dopo una tempesta, solo pulirsi il volto e farsi strada tra la corruzione e l’egoismo. Come fare? Se avvessi questa risposta non starei ad ascoltare ancora questa canzone, o la ascolterei con un orecchio diverso, un’anima riappacificata e lo sguardo da assassino.
E tu, mio dolce copmplice di scorribande al tempo, stammi a fianco e fingi di non sentire il profumo di un futuro migliore, per non rovinarci la sorpresa. Viviamo in un presente che a volte appare meno nitido del futuro, ma di quale futuro abbiamo bisogno? Ma poi, esiste un futuro?  Cioè, da dove me ne andrò domani, visto che qui si fugge da tutto e da tutti?
Fuggire o vittimizzare?
 
Vittime della società, ma ci piace….sì che ci piace.
 
FINGERE DI TEORIZZARE UN MONDO MIGLIORE e poi essere i primi ad incarnare uno dei massimi stereotipi della società uniformatrice.
 
Cazzo.
 
 
 
…Per tutto il tempo che ci è sempre stato negato
che per averlo abbiamo spesso rapinato
per le mie dita nella tua bocca per la tua saliva
per le tue mani
per il mio tempo che nei tuoi occhi è imprigionato
per l’innocenza che cade sempre e solo a lato
per i sussuri mischiati con le nostre grida
ed i silenzi
per il tuo amore che è in tutto ciò che gira intorno
acquista un senso questa città e il suo movimento
fatto di vite vissute piano sullo sfondo
Un altro giorno un’altra ora ed un momento
dentro l’aria sporca il tuo sorriso controvento
il cielo su Torino sembra muoversi al tuo fianco
tu sei come me
Un altro giorno un’altra ora ed un momento
perso nei miei sogni con lo stesso smarrimento
il cielo su Torino sembra ridere al tuo fianco
tu sei come me…

la mente suda…

20 maggio 2008

Come sposa il baylis Kant non lo sposa nessuno…
 
Cit da me stessa: “In fondo non c’è molta differenza tra filosofia e arte: la prima è arte a parole, la seconda è filosofia per gli occhi.”
 
Io lo amooooooooooo uashduashudhasudhasudhasudhasudhasudhasud

non è mai diverso

7 maggio 2008

Quando vorresti che tutto finisca, e invece è solo l’inizio di una ruota che gira sempre più veloce e ti fa stare male solo a guardarla: figurarsi a stare sopra.

 

Ti chiedi, nel nero più nero della notte, quanto la tua carne sia incline a debolezze, e improvvisamente il volto si riga di lacrime che tolgono la caligine infernale dell’orrore del giorno. La notte che purifica. La notte, che in fondo, ti permette di capire che fa tutto orrendamente schifo, e capisci che vai avanti sotto lo sguardo attonito della gente che ti circonda. Vai avanti, così…perché è il corso della vita e ti tieni le tue sofferenze, nella tua totale solitudine. La solitudine accentuata da quel gelo, dalla mancanza di protezione, perché sei allo scoperto della vita che ti prende e ti mette su quella ruota che non smette più di girare. E quando scendi, e non ci credi, sei così abituato a stare dov’eri che continui a vedere il mondo come lo era sulla ruota.

 La futilità a volte dei problemi della gente mi sta attorno mi schifa, perché forse non capisce che ha tutto ciò che vorrebbe, ma non è mai contenta. Non ascoltarli, loro, che non sanno cosa dicono; che vorrebbero morire semplicemente perché non va come DEVE andare secondo i loro piani esosi. Ascolta il tuo cuore, che ti fa soffrire con la dolce verità sussurrata agli occhi. Ascolta quelle mani che usi solo per reprimere quelle voci così vere e così sincere. Ascolta te stesso e non il resto del mondo, perché se il mondo vuole isolarti, tu isola te stesso.