vuoto il cielo

30 giugno 2008

A volte vorresti solo respirare…

A volte ti chiedi perché esisti e non trovi risposte, e se le trovi capisci solo che sarebbe meglio non esistere.

Ma cosa devo fare? Non ce la faccio davvero più e non posso sopportare. Anche io ho un’anima, anche io a volte mi sento pienamente vuota e anche io vorrei solamente dormire e non aprire gli occhi. E la bocca.

A volte vuoi assaporare il silenzio che come una lama profonda si conficca nella tua gola. E a volte vorresti conficcarti quella lama sempre più in fondo e assaporare l’ultimo momento come fosse il primo.

Dove devo andare ancora? A volte ti senti solo in mezzo a una radura; e lo sei. Basta.

Che cosa c’è? Dov’è il mondo? E’ questo? Non mi piace. Neanche un po’…

Non so se ci sono abbastanza parole in questo mondo che esprimono davvero ciò che si prova. Non esistono. Certe cose le capisci solo tu. E non ci puoi fare niente.

E’ inutile sperare che le lacrime finiscano per non piangere.

Una promessa non è per sempre. Non dura un’ora.

Niente dura per sempre.

Non esiste il sempre e bisogna smettersi di illudersi e crederci ancora. Non viviamo in una favola, dove finisce sempre con “…e vissero per sempre felici e contenti”: non esiste. E’ privo di significato.

E’ come vivere su un filo e camminarci sopra…ed è da troppo tempo che io perdo l’equilibrio e rischio di cadere. Sono stufa di prendere lezioni di vita. Sono stufa della vita, semplicemente. Perché sto capendo che non vale la pena viverla.

Che cosa ci guadagno, oltre a continui graffi e ferite indelebili? Non voglio essere nata per chiudere tagli e lesioni, non sono per niente nata per curare l’incurabile.

E anche in questi momenti, dove l’aria fredda passa sulle spalle, cado a terra sfinita cercando di non rialzarmi, perché non ne ho voglia. Perché io sono stufa di vivere.

Basta.

Basta.

Basta, per davvero, Basta così.

 

[…]

From the moment the lights went off everything had changed. lie awake in an empty room, in my head it all feels the same. like the taste of the day you left it still lingers on my breath and the dampness of tears that left that stain where you had wept. all alone with the negligee that still hangs off of my bed. i keep meaning to give it away but i just leave it there instead. no need to cry about it: i cannot live without it, every time i wind up back at your door. why do you do this to me? you penetrate right through me, every time i wind up back at your door. three more days ‘til i see your face, i’m afraid it’s far too much. cook a meal and fix up the place. dial your number, hang it up. if i took you for granted, i apologise for acting tough; you’re my reason for living and there’s no way i’m giving up, oh. no need to cry about it: i cannot live without it, every time i wind up back at your door. why do you do this to me? you penetrate right through me, every time i wind up back at your door. Now every evening is a bitter fight. and i’m eating all alone on a Friday night, and i know what your friends say: “He’s just wasting your love and time” . i will never let you change your mind. no need to cry about it: i cannot live without it, every time i wind up back at your door. why do you do this to me? you penetrate right through me, every time i wind up back at your door. no need to cry about it: i may just die without it, every time i wind up back at your door. why do you do this to me?  you penetrate right through me , every time i wind up back at your door. […]

wwwg?

29 giugno 2008

Se oggi dovessi scrivere davvero ciò che penso dovrei iniziare ad incazzarmi contro la gente sfigata che se la tira per niente, dovrei annientare a parole i 40enni che non hanno potuto vivere l’adolescenza nel reale periodo di sviluppo di essa, dovrei sotterarre manualmente e non le persone ipocrite che non sanno far altro che giudicare gli altri…ma tutto questo non lo faccio.
Non so se ne ho davvero voglia.
A volte è meglio sedersi in giardino con i piedi nell’acqua gelida e pensare a quanto è ampio il contrasto tra i piedi e il resto del corpo. Forse quello risulterebbe un problema più interessante che non tutto il resto che mi circorda. Persone che non sanno bene ancora cosa vogliono da loro stessi, persone che dovrebbero saperlo ma non dimostrano ciò che dicono, persone che dovrebbero semplicemente andare più spesso a fare in culo…! Che varietà variegata di persone ci dona questo mondo. Grazie a dio ne ho trovata una più che speciale e me la tengo stretta…
Caspita, non mi so più muovere in mezzo a questa marea di persone incoerenti e così infantili a qualsiasi età della loro vita; mi sta diventando difficile il relazionarmi mettendo me stessa, ma d’altra parte non posso neanche mettere una maschera e toglierla prima di andare a letto: non è la mia vita questa.
Eppure quello che l’essere umano medio ti richiede è proprio questo: sforzarsi per non essere se stessi, in particolare se sei "indefinito", se non sei etichettabile, se non hai voglia di pensare come la massa proprio per sentirti un pizzico diverso ma in fondo uguale. E’  tutto così strano, o forse no? O forse sta solo scomparendo la base di tutto? Chi sa cosa vuol dire rispetto? E’ facile dire  "secondo me…" perchè è come se si volesse affermare di vivere in un complesso relativismo, ma non è così e ciò è dimostrato dall’omogeneità della deficienza e dell’ignoranza. Quindi è tutto un contro senso: si tenta di dare una sfumatura di personale alle questioni fondamentali dell’uomo [come i valori] e poi si è così schifamente uguali che si fatica a rendersene conto.
L’oro non lo si trova in mezzo allo sterco…sta sempre un po’ nascosto e distaccato dalle cose che si vedono sempre e dovunque.
 
 

ipotetica chiaccherata

16 giugno 2008

Au Palays du Louvre, ragazzo e ragazza sdraiati sul bordo della fontana:
 
F- E’ troppo bello stare qui; senti il rumore dell’acqua della fontana e le luci sembrano più luminose. Starei qui a vita…
G- Sì, è vero, però devi pensare anche che la tua vita è altrove. Qui cos’hai? solo le bellezze che ti circondano…
F- Il mondo è grande, è fatto per muovercisi sopra e non vedo perchè dovrei fossilizzarmi in una sporca cittadina.
G- E’ troppo rischioso…finisci per vivere alle strette.
La ragazza si alza e guardando negli occhi il ragazzo:
F- Vuoi vivere con me?
G- Cosa?
F- Sì, hai capito bene, vuoi vivere con me? Se vuoi farlo devi accettare anche questo; se vuoi farlo devi imparare che la risposta non la si trova stando fermi; se vuoi davvero farlo dovrai imparare che la vita si apprezza assaporando il poco nel molto…solo se vuoi farlo.
G- [silenzio]
La ragazza si avvicina e guardandolo negli occhi:
F- Io non ho intenzione di venire a vivere a Parigi, e nemmeno a Berlino o a Frankfurt se non è quello che vorrai anche tu. Voglio solo dirti però che la nostra vita non si può esaurure attorno a una routine. Ti amo troppo…
G- Ti amo anche io.

malinconia

6 giugno 2008

E’ in questi momenti che più ho bisogno di te…
 
Non voglio fare scommesse: voglio solo viverti e vivere di te…
 
Chiedo solo che continui così, perchè la vita perderebbe colore senza te, e ogni giornata diventerebbe pioggia sui miei occhi..