ore 16.17

31 luglio 2008

…ma quanto mi sta sul cazzo la gente che dice una cosa e poi ne fa un’altra…
 
Conclusioni: inizierò anche io a fare così.

stop

28 luglio 2008

Shine on, just shine on
Close your eyes and they’ll all be gone
They can scream and shout that they’ve been sold out, but it paved the cloud that we’re dancing on
So shine on, just shine on
With your smile just as bright as the sun
Cause they’re all just slaves to the Gods they’ve made
But you and I, just shone, just shone
 
 
So, don’t pay attention at the others: you can shine more than a star, with your smile that make me happy to live for something. If they wanna joke with you, or they don’t take care about you remember that i’m here, right now or forever, but i’m heere. Also if i’m in the backgrond because i’m not able to leave you…

ricordando oggi

6 luglio 2008

[…]

    Ma dunque, chi siamo noi? Che vogliamo proprio ora interrogandoci sul nostro essere?

    Come potrei saperlo io, che solo oggi ho scoperto il sapore dell’acqua?

    Voi, o dolcezza, credete di essere ingenua e invece sapete molte cose prima ancora della loro apparizione…

    Ciò è surreale, poiché impossibile scoprire il domani. Invece io penso che Voi potreste sapere molto più del Vostro oggi, semplicemente osservandolo silenziosamente e meditandolo nel Vostro cuore, sempre che non si sia pietrificato durante il Vostro vivere…

    Mi giudicate?

    Io non giudico, ma osservo. Voi non osservate, ma pretendete di sapere il domani: tutto ciò è contro il vivere nei suoi semplici atti.

    Ma ditemi, come proseguire con sicurezza?

    Come proseguireste Voi in una selva sconosciuta ai Vostri piedi e ai Vostri occhi? E’ la medesima cosa: l’essenza del nostro continuo camminare è quello di incontrare idilliaci prati dopo il buio della folta selva, e ciò che ci spinge a cercare l’uscita è il benessere e la felicità di poter rivedere il sole e i colori da esso derivanti. Vivere è composto proprio di queste “piccolezze”: il proseguire il dì, nella speranza che le azioni atte vengano reperite e trasformate in segni di bellezza per procedere all’immaginare senza idee di certezza il nostro domani, che ci attende senza troppe rivelazioni in precedenza.

    Prendetemi la mano, o dolce madama…

    Basta che la Vostra presa sia salda, perché inciampare e cadere fa male…

[…]

 

Non è una citazione, o meglio, non sta scritto in nessun libro che io abbia mai letto, ma potrebbe essere scritto dentro il cuore di ognuno, di chi ha un pizzico di voglia di vivere, ma ancora non sa come fare; perché nessun umano è esperto in questo, ma tutti possiamo venirci incontro e capire cosa vuol dire davvero un sentimento di benevolenza verso l’altro.

Questo dialogo allora può essere parte di chiunque legga questo intervento e può impossessarsene quanto vuole. Perché è giusto così. Perché se è sbagliato è giusto renderlo noto.