rispecchiami

28 ottobre 2008

che cosa pensi che significhi
incollare le tue colpe sopra un cumolo di plastica
se mi consideri men che meno una bambola
specializzare i propri attimi
su di pensieri che sinceramente vomitano
e imparare a perdere significa fingere
o volare sempre più in alto fino a quando le tue ali
non si sciolgono
ed ecco che allora inizio a scrivere
ritmando ogni singolo vocabolo sopra un vibrafono
ogni dittongo scritto sulle pagine
è scarno se si trova senza appoggio
e ora come ora non si trovano
leggi righe senza senso
espressione di una lingua morta soffocata
sotto una lunga lista
di farmaci e di droghe psichiatriche
che butto giù tutto d’un fiato
quello flebile che poi non torna su
per riportarmi alla finta mole di realtà
che circonda questo mondo surreale.
 
oggi mi ritrovo a dire
che forse piano piano
ogni parola detta senza studio approfondito
vale mille euro in più
che tanti studi senza genere
di anomalia di mente indistruttibile
e corro verso l’autodistruzione
che scorre su binari di cose tutte uguali
in giorni che somigliano a un ergastolo.
Annunci
anestetica felicità
mi si innesta sulla pelle in un giorno grigio
e sorridendoti sotto la pioggia
penso in un domani totalmente sconosciuto
ma è un antidolorifico
e fantasia
sorridi sotto la piogga
sarà l’effetto di quel che fai
o sarà che mi sei così vicino
che non vedo nulla
che non si ramifichi da te
sorridi anche se il cielo è cupo su di noi
sorrido fino a quando non saprò davvero
da dove partire
o che fare per andare
che in fondo non è lontano
e lo spero nel profondo
del mio io più profondo
 
 
per una volta la mia testa produce bene
e produce scorie radioattive
per un futuro infettato
ma incredibilmente felice…
anche se so davvero che il tempo che mi avanza
e che mi sovrasta
è davvero……troppo.
 

oddioooo, -4 (:


need a song that i can’t find, need a lyrics that i can’t explane, need something that maybe doesn’t exist.

dilemma

26 ottobre 2008

seguire il proprio istinto è essere incoerenti con se stessi?

res publica directi

25 ottobre 2008

stanotte ho voglia di cantare
sentire le vene esplodere dal caldo
vedere tergicristalli muoversi velocemente
scappare via dall’apatia che in tutti i modi tenta di rincorrermi
scappo da una città all’altra
e nel bel mezzo del mio andare
canto
mi resta solo la voce nera
che schiarisce il cielo
di un grigio terso
e forse anche perso.
lo sento che sale
addosso alla mia pelle
e si schianta così forte
che ancora mi fa male lo stomaco
parole che più banali non potevano essere
ma stanotte
non ho voglia di cercare il particolare
di questo immenso universale
ho voglia solo di non pentirmi
e di tornare ad avere impegni
irrevocabili
problemi senza complicazioni
voci senza suono
bombe a mano senza dolore.
il vuoto sale
e ne senti l’odore
profumo di passaggio
che passa e non ti sorpassa
e sotto sempre quella musica
che ti batte nel petto
e ti fa capire che è l’inizio
di un’avventura senza limiti
di una prova su strada
di un’esplorazione di mondi nuovi
accollatisi all’esperienza del non rispetto
delle regole fisse
scritte solo per essere distrutte
e bruciate sotto un cumulo di sgarri.
 
[strade che si lasciano dimenticare…(andare via così)]
 
Grazie, grazie perchè tu, proprio tu, mi sostieni e mi accarezzi nel mio intimo pensar, raggiungendo lo sfogo dell’animo. Grazie a te, che mi ascolti e che mi coccoli nel sonno atarassico e anche un po’ atarattico. Grazie a te che sei qui e non te ne vai. Grazie a te che mi obblighi ad essere ciò che sono e a vantarmene, senza abbassarmi al volere di altri.

è musica che batte

23 ottobre 2008

oggi mi sento particolarmente rivoluzionaria con me stessa
sento che vorrei arrivare
schiaffeggiare
andare.
 
[senti come gira dopo un colpo di pistola, ti vedo un po’ a corto di numeri]
 
oggi è una giornata intensamente chiara
dove piaghe aperte
di questioni irrisolte
e futuri passati riemergono come pesci che muoiono
 
[la fine è l’inizio]
 
ma oggi dove vado?
prendi in mano quel catalogo di idee
scegline una che puoi cambiare entro domani.
compra sorrisi e un pacco di antidolorifici.
 
[vedi come va e senti che c’è]
 
oggi hai visto che cos’ho fatto?
prendi le cime del remoto ondeggiare
delle onde cerebrali
su di una curva di gauss
che pateticamente volge asintoticamente verso la linea dell’oblio.
se i tuoi punti dormono felici sopra la collina, vedi il verde.
se vedi l’avvicinarti dell’ascissa, hai perso.
tutto sta nel tuo normale essere
tutto risiede nell’opinione pubblica
di perdita di memoria.
 
hai mai ascoltato quella canzone?
adesso te la faccio vedere.
 
e la tua vita
oscilla
su variazioni
del tempo
lungo monotoni
rimbalzi
ritmici
prenditi tempo
il tempo
che forse
non c’è
e tutto calma
la rabbia estetica
e tutto stende
la calma ipnotica
è la tua vita
che procede
su alti
e bassi
è il tuo corpo
che muove
onde spasmodiche
su oscillazioni
di tempo
quel tempo
che c’è
ma è perduto
incessante ti sbatte
il rumore
in faccia
e le parole
perdono
costanza
e le parole
si infrangono
su muri
e le parole
si stendono
su gelate.
monotono andare
del vivere sociale.
ripetitivo sognare
sul non pensare male
e senti
che ancora
quel ritmo
riparte
il ritmo
di vita
su onde
rinfrante
su antri
nascosti
di vite profonde
di vite sperate
di vite insensate
di vite bruciate
di vite bruciate
di vite bruciate
e ancora che batte
sul muro
dei sogni
che non si abbatte
per mano
di gioie
per mano
di porte
per forze
di grosse
intenzioni
di cambio e pensiero
di anestetici dolori
di molli speranze
di tempi che fuggono.
 
[burnin’ secondo i miei criteri]

…operazione: fallita…

21 ottobre 2008

la morte di un parente, vicino o lontano che sia, ti smuove sempre e ti fa pensare che forse è ora di crescere.
mettere da parte gli asti e ritrovarsi di nuovo attorno a un tavolo per parlare di ciò che non c’è più, ma che in fondo vive nelle memorie dei più anziani.
non so se mi sentirò nuovamente e propriamente parte di tutto ciò.
 
 
 
 
OPERAZIONE CD::compiuta….
 
OPERAZIONE BRESCIA::a buon punto
 
OPERAZIONE "SALVATE LE ANIME PERDUTE"::incline all’oblio.
 

persa, per sempre.
non mi cercare, non iniziare a farlo, visto che mai prima l’hai fatto.
questo sarà un monito per me.
questo non servirà ad aiutare te, che tanto te ne freghi come sempre
questo non sarà a tua disposizione perchè non sei parte di me
questa è una prova che per te non sono mai stata niente, e vieni a dirmi ora che non provi nulla.
complimenti
mi fai schifo così tanto che ti faccio i miei complimenti
 
 
ti odio
 
da morire
 
e spero che tu ti levi dalla mia testa, il più presto possibile
 
che te ne vada
 
perchè ti odio da morire
 
ti odio
ti odio
ti odio
 
e più fatichi ad andartene e più ti odierò
 
non sono mai stata tua e mai lo sarò
 
ti odio
ti odio
ti odio

forse

20 ottobre 2008

c’è chi non cambia mai, per paura di sentire la mancanza di se stessi.
c’è chi cambia fin troppo, per non vedere sempre la stessa persona allo specchio. [il medesimo korper]
c’è chi invece è qui che aspetta di cambiare, eppure non capisce dove andare; curve senza senso e strade sterrate ci aspettano, mal d’animo e forza nello stomaco.
 
non serve prendere una pillola per non sentire il dolore della vita al cambiare del ciclo.
non guardare indietro, anche se gli altri lo fanno: perdere tempo è una pecca.
 
c’è bisogno del tempo…questo tempo che va e chissà.
è inutile rimanere per sentirsi dire che non c’è nulla da aspettare.
 
non ci saranno situazioni plurime di emozioni.
 
ci saranno momenti vuoti, come l’amore muto in ogni tocco. e infatti toccarsi come se dovessi studiare la tattica di difesa, prima ancora di credere di attaccare.mo forse di pensare.
 
torno da monaco e ascolto quella canzone
 
tornerò da brescia ascoltando la stessa.
 
che cosa cambia?
 
 
 
AHAHAHAH
 
 
buonanotte a tutti quelli, che chiudendo gli occhi saranno convinti di sognare.
 
Chiedo venia mi vida non senti il lamento del tempo che passa,
l’arroganza che diventa stile e ti fa sempre ridere. 

Io no, non ci credo più,
alle promesse di immortalità
che lisciano la pelle
mentre affondo trattenendo il fiato

sai
nascosti nel silenzio brividi e sospiri senza vita in cui mi so celare,
sei sempre in fuga da te.
Dimmi che vuoi di più
se vuoi qualcosa in più
parrai sorprendermi
ma non senti che
il silenzio avanta lentamente
al disincanto il compito di ucciderci

dopo un’attenta analisi, confronti e riflessioni ho capito che io,
no, non ho capito niente di te,
non ho capito niente di te. 

Credendo di sapere quello che ci aspetta
(ho voglia di)
vedendo come tutto cambia un’altra volta
chiedendomi se ancora tu mi stai ascoltando

(perdermi)
allora dimmi che sei qui e non stai fuggendo.

Chiedo venia mi vida
non senti il lamento del tempo che passa.
ma quale noia mi da
farmi incantare dall’eccesso per giustificare e fingere di non vedere i miei difetti,
sai,
io drogo i sensi per assecondare istinti che mi inchiodano e mi legano qui,
sei sempre in fuga da te,
gioia cercarsi e ridere
senza vestirsi di una calma sempre più apparente,
e non mi accorgo che
io sono il mio peggior nemico

un fragile gigante per sociare i raggi del suo ardore.
dopo un’attenta analisi, confronti e riflessioni ho capito che io,
no, non ho capito niente di te,
non ho capito niente di te. 

Credendo di sapere quello che ci aspetta
(ho voglia di)
vedendo come tutto cambia un’altra volta
chiedendomi se ancora tu mi stai ascoltando
(perdermi)
allora dimmi che sei qui e non stai fuggendo.

crisi paranoica?

19 ottobre 2008

 
 
"Certi pensieri sono delle preghiere. Ci sono momenti in cui, qualunque sia l’atteggiamento del corpo, l’anima è in ginocchio."
V. Hugo
 

sapore di aria

17 ottobre 2008

[…]
Nova franchigia annunziano
i cieli, e genti nove;
nove conquiste, e gloria
vinta in più belle prove;
nova, ai terrori immobile
e alle lusinghe infide,
pace, che il mondo irride,
ma che rapir non può.
[…]
 
 
[silenzio]
 
 
[silenzio]
 
 
[rumore di cose fragili che cadono a terra]
 
 
[silenzio]
 
 
[silenzio]
 
 
[singhiozzi rotti dal pianto]
 
 
[silenzio]
 
 
[perchè in fondo si è all’inizio]
[perchè la fine è sempre un inizio]
 
 
[silenzio]
 
 
[silenzio]
 
 
[la pace interiore]

melanconico essere me

16 ottobre 2008

vorrei vivere di te
e lasciare ogni speranza
vorrei svenire
dimenticando cosa faccio
vorrei lasciarmi andare
a questo lento sciogliersi
vorrei sentire ancora
un qualcosa che non c’è
vorrei semplicemente essere
libera di dire
il bene e il male
vorrei avere solo qui
un buon senso per l’amaro
vorrei dirti che così
forse non è il caso
vorrei in un domani
non pensare a com’è oggi
vorrei oggi
pensare in un domani
vorrei che quasi quasi
nulla mi sfiorasse
vorrei che lentamente
la terra girasse intorno al sole
vorrei che solamente
il fiore più bello sbocciasse
vorrei che ultimamente
non ha senso se non penso
vorrei agire
per togliermi il torpore
vorrei guardare
con occhi enormi e scuri
vorrei sentire e assaporare
il tempo che ritorna
vorrei non sentire
le parole dette ieri
vorrei tante cose
e forse troppe
vorrei che queste cose tornino
e anche se ne vadano
vorrei aria buona
che in questo momento non c’è