sono affetta da una crisi di latenza vitale

12 dicembre 2008

Ciò che vorresti inquina il tempo, ti rende irritabile e vorresti solo riaggangiare la cornetta del telefono in faccia a chi osa chiamarti. Sembra che tutte le cose accadano per cadere addosso a te come sassi enormi, giganti, grandi quasi come una casa; siamo in piena valanga. Ogni cosa che dici e che fai, ogni cosa che non dici e che non fai si rivelerà sbagliata in ogni sua flebile forma. Dove girarsi allora se l’arma migliore è l’indecisione?
Aspetti le aspettative e non arrivano. Perchè? La risposta a questo però ce l’ho e ha un nome, senza cognome: orgoglio, che ti entra nelle vene e ti contagia tutto il corpo. Le aspettative sono cose che vanno aspettate e che arrivano, dunque se noi ci avvicinassimo a queste feriremmo il nostro orgoglio, che tronfio sul suo trono deve scendere e camminare. Se provassimo a sforzarci di ottenere le aspettative sarebbe reato su noi stessi da noi stessi; e allora aspettiamo, aspettiamo, aspettiamo. E nel momento in cui non arrivano ci sentiamo persi: abbiamo fatto male i calcoli.
E qui l’uomo fa cose strane:
1]va in crisi profonda, perchè ha aspettato così tanto e così fortemente questo volere e in realtà ha solo buttato via il suo tempo nello sperare in qualcosa che non c’è e non può costruirsi da sè;
2]finge che tutto sia stata una bella esperienza , perchè comunque ci ha imparato sopra delle belle favolette da raccontare e da capire, da meditare e da ricordare: fa il superficialone, insomma, come se niente lo toccasse e poi appena arriva una bava di vento cade a terra e si frantuma in mille pezzi;
3]inizia ad odiare ciò che più desiderava, inizia a distruggere il pensiero, divorare l’anima del volere e incendiare i ricordi delle aspettative. In fondo che male c’è? Ci si sfoga su ciò che non c’è appunto perchè non c’è:
 
Qual’è il metodo più funzionale? Nessuno dei tre. Sostanzialmente la consapevolezza è utile, ma non deve diventare una copertura dei propri desideri. Essi vanno sempre motivati, e come la loro esistenza deve essere non casuale, anche la loro inesistenza pratica deve e dico DEVE essere motivata. Non può essere che un qualcosa non ci sia, un qualcosa che ardentemente si cerca, senza una enorme motivazione. Potrebbe sembrarci banale, stupido, contradditorio, eppure c’è. Non è utile darsi per vinti, perchè con la motivazione e la ragione si ottiene tutto, tutto ciò che si vuole. Tutto.
Se stai perdendo tutto, è perchè forse questo tutto non ti appartiene e cerchi quelle cose che ti dicono il perchè nei mondi sbagliati, nei corpi sbagliati, nei momenti sbagliati. E anche se per caso dovessi immaginare quale sia la strada giusta, non importa se ricadi, perchè l’importante è sapere perchè si cade e dove è meglio andare senza farsi troppo male.
La vita non è fatta a misura di una sedia. La vita non ci sussurra nelle orecchie i consigli per tagliare il traguardo in modo scorretto, ma se è per questo non ci sussurra neanche il traguardo. Appunto perchè non è scontato. Appunto perchè non siamo fenomeni da baraccone con un cervello senza cervello.

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