senza titolo

11 dicembre 2008

"On n’empeche pas plus la pensée de revenir à une idée que la mer de revenir à un rivage." [cit.]
 
…e infatti è proprio in questo momento
che penso a quanta distanza c’è
da percorrere.
 
"’I’m not gonna write you a love song
‘Cause you asked for it
‘Cause you need one, you see
I’m not gonna write you a love song
‘Cause you tell me it’s
Make or break in this
If you’re on your way
I’m not gonna write you… to stay
If all you have is leaving I’m gonna need a better
Reason to write you… a love song today
Today, yeah"
 
E’ impossibile impedire che la mente ci risbatta addosso
come il mare fa sugli scogli, facendosi male.
C’è solo da sapere quanta strada ancora
è da percorrere.
L’instabilità del pensiero mi ricorda
che in fondo anche la natura
è imprevedibile.
Non c’è logica spiegazione
per ogni punto di vista.
Non servono parole
grandi o piccole per capire
che forse è ora di lasciar fare
e lasciar cadere anche l’ultima foglia
dall’albero che con te è cresciuto
e con te ha passato i momenti di sole
a catturare i raggi
e a metterti ombra.
 
Come non farsi pervadere da questa dolce melodia
che come un profumo
penetra i tuoi sensi
senza che tu lo voglia.
Come distogliere lo sguardo da questo tripudio di colori
che ti incanta
e ti fa sentire a casa.
Come opporsi a questo dolce giogo
che pian piano avvolge la tua mente
e diventi lentamente
ciò che sei veramente
senza che tu lo sappia.
Felice di essere passivamente attivo
per creare un luogo accogliente
dove ricevere tutto ciò che sono,
tutto ciò che amo,
tutto ciò che sogno…
…e ci sei anche tu…
 
 
P.S.- Le citazioni in francese sono tratte da "Les Misérables" di Victor Hugo.

Art de l’ame

10 dicembre 2008

 
Venerdì 12 dicembre 2008  maledetta trenitalia
Lunedì 22 dicembre 2008
 
Finalmente un qualcosa che sembra andare al di là delle mie aspettative.
 
 
Data da destinarsi.
 
Complesso quando interessante.
 
Buona visita (:
 
 

(: fleur de coeur

8 dicembre 2008

non lo saprai mai
lo tengo nascosto
lo curo in un vaso
mi sento bene
nonostante tutto
non lo saprai mai.
Nonostante quel che penserai
mi fai stare bene
così.
sì, tu.
non pensare ad altri.
tu.
e mi spiace che
non sia ricambiata questa cosa.
non lo saprai mai
e lo nascondo fino a quando è così…
…semplicemente forte…
nonostante tutto,
nonostante tutto.

counting down

8 dicembre 2008

 
Meno 6 mesi e 10 giorni…

poca fantasia

7 dicembre 2008

molto realismo.
 
"Il vuoto delle tue certezze tra le tue pareti
che ora inchiodano il silenzio tra noi due
disordine interiore ma ordine nel paese
prigioni tribunali cellulari o forse chiese,
paura della morte, paura della vita
paura che la vita sfuggendo tra le dita,
paura che diversa sarebbe anche possibile,
paura del diverso, paura del possibile."
 
Le certezze…danno un senso di appartenenza a un qualcosa di diverso da casa nostra.
Tutto è al proprio posto, quando le certezze sono nel loro guscio elettronico,
e vorticano sapientemente attorno al nostro nucleo.
L’importante è questo. Poi non importa se queste certezze ruotano così velocemente da offuscarne protoni e neutroni.
L’importante è avere delle certezze. E perseguire il loro volere fino all’ultimo giorno.
E se così non fosse, verrebbe meno l’orgoglio, linfa vitale che scorre nell’apparato linfatico di ogni essere vivente.
L’importante è avere delle certezze.
 
"se ti chiedo dove sei, non sai dirmi dove sei. Ti nascondi. Dove sei?"
 
L’importante è avere delle certezze.

gorgia è morto?

5 dicembre 2008

Le principe du plaisir – Magritte
 
Il mio carissimo amico Magritte mi suggerisce che il principio del piacere personale non è in un oggetto, ma è tutto in me, esattamente nella mia testa, in quanto in questo dipinto non è rappresentata alcuna figura all’infuori del soggetto stesso.
 
Pian piano sto riducendo la mia filosofia di vita a una filosofia di basso costume e a un relativismo con un sopravvalutamento del’io egoistico: c’è qualcosa che non va?
"Il y a des instincts pour toutes les rencontres de la vie." [cit]
 
Il primo ha sempre ragione.
Mai credere che l’uomo non abbia in sè anche quel poco di divino, perchè casualmente il primo istinto è sempre quello che conta.
Non serve cercare nel futuro di confutare ciò che il presente ci dona, perchè tale rimarrà immutato, e anzi, questo sforzo ci darà enormi illusioni.
La ragione ci spinge a negare ciò che l’istinto ci ha fornito, pensando di farci trovare il tutto più sereno, ma come si vedrà purtoppo la ragione non ha titolo in capitolo dell’istinto.
L’inconscio butta fuori la realtà dei fatti, scarni e semplici nella loro complessità; l’es è il nostro vero pensare e il nostro vero essere che esplode all’esterno.
E poi arriva il grande moderatore, l’io, quello che ti dice:- maddai, perchè così? ripensaci su un po’…-
E’ la rovina!!
L’impulso istintivo è come se ci volesse salvaguardare da quella grande menzoniera della ragione.
E quando anche la ragione riesce a persuadere l’es, tutto si distrugge: è la fine di noi stessi. Ci vediamo come spontanei, ma non lo siamo, ci sentiamo a nostro agio e in realtà siamo solo fantocciamente posti e guidati da una ragione dettata da un io ossesivo e preciso e da un super io pauroso, che teme il giudizio altrui.
Non ci comportiamo più come realmente siamo, ma ci ritroviamo immersi in un mondo che non ci appartiene e diventa immediatamente nostro nel momento in cui il nostro es è assuefatto dalla ragione, che sembra pure riscontrarsi nei fatti, ma, di fatto, il primo istinto è sempre quello che immette in noi la verità.
Bisogna riflettere, perchè la realtà non cambia: siamo noi a farla cambiare.
Se bisogna fare passi indietro, meglio farli presto, quando i nostri istinti sono ancora freschi, che tardi, quando sono assuefatti di ragione e influenze.
Se bisogna accorgersi di aprire gli occhi per un momento e ritornare a vedere prima di drogarci con la ragione, meglio farlo presto.
La vita è come una bambina che torna da una biblioteca con un bel carrellino di libri: quando ne legge uno che non è interessante, evita di rimetterlo nel carrellino per non far peso, ma quelli belli, quelli veramente belli, già al primo impatto, sono quelli che non si scordano mai. E non verranno mai lasciati indietro o sotto tutti gli altri. Sono quelli che non faranno peso nel carrellino della bimba, anche quando sarà cresciuta.
 
 
[periodo letterario di trasizione: prediligere la prosa e la conferma del pensiero razionalmente irrazionale.]

ancora…

2 dicembre 2008

…e ancora, quando ti illuderanno,
ti faranno credere il ritorno impossibile
di cose che non esitono,
ti pregheranno di restare
ad aspettare,
ti logoreranno le viscere
non credere loro
perchè tutto ciò
è solo un ingente cumulo di mezze verità
e di mezze falistà.
 
questo è quanto ci tenevi
questo è quello che volevi
questo è il risultato delle tue illusioni
questo è tutto ciò da cui scappi.
semplicemente aspettavi che mi girassi,
abbassassi la testa
e me ne andassi.
ora me ne sto andando e non ci credo che mi osservi
o se lo fai sei solo interessato
al tempo che ci impiego
per allontanarmi e andare via
da tutto quello che tu sei
e tutto quello che io sono.
cambiare nuovamente
per non sentire la mancanza
di me stessa che scappa
e non ritorna più,
proprio come te.
Permesso?
lasciatemi passare adesso, adesso
scusate
ma ora devo proprio andare via, via
è tardi devo scappare
no.. non è una fuga
no.. non è una fuga
sto tornando, sto tornando
sto tornando a casa
la stada l’avevo quasi dimenticata
cancellata.. cancellata

fogli di carta impronte digitali
mi riportano indietro acellerando, acellerando

il cuore vorrebbe fermarsi
nascondersi ancora
qui sotto le coltri
per non sentire questo disfarsi
il cuore vorrebbe fermarsi
nascondersi ancora
qui sotto le coltri
per non sentire ..

il cuore vorrebbe fermarsi
nascondersi ancora
qui sotto le coltri
per non sentire questo disfarsi

can you read my soul?

 
 
Risposta: no
 
chiudi gli occhi, ritorna al passato, pulisci la strada e percorrila al centro. non condividerla con nessuno perchè tanto non serve. "gelidi tramonti,un tempo erano fuoco sulla terra. Muoiono le stelle, tra gli ultimi bagliori e un assordante NULLA."
Non serve cercare, perchè tutto è infinitamente nulla. Tutto è così vuoto che neanche il vuoto si identificherebbe con ciò. Tutto è privo di senso, perchè anche quando credi in un giorno migliore, il passato ritorna e si prende la tua anima, vorrebe svuotarla, pulirla e buttarla ma ti prego: cerca di strapparla ancor prima che cada nel nulla, che tanto le somiglia.