vorrei dedicarti una canzone
che è come se fosse scritta
sulla tua pelle
come per te
perchè tutto quello che mi dai
è la forza di decidere
e di procedere
alzo gli occhi al cielo
e non ti vedo
trascendentali non si diventa
lo si è.
e sono troppo immanente per fuggire
via da questi nostri luoghi.
eppure vorrei dedicarti una canzone
perchè da quando ci sei tu
anche se tutto si rompe
è come se nulla avesse importanza
e un domani ci verrai
a raccogliere con me
le cose cadute
le cose rotte
le cose inutili.
le cose fuori dai nostri luoghi.
e domani si affrontano cose nuove
e domani c’è una nuova mente
e domani non c’è più oggi
e se è vero che tutto è fatto di
tesi antitesi e sintesi
domani sarà la sintesi di ieri
la tesi del domani
l’antitesi di oggi.
nuove forze.
nuovi forse.
eppur ti vedo già che brilli con gli occhi della sera senza senso senza sguardi senza volti: solo carne senza corpo e corpi senza anime, fuggite chissà dove; impossibile restare e rimanere. obbligatorio fuggire, via da queste strade, via da questi vicoli.
e anche se tocco il fondo del profondo: et justice pour tous.
 
perchè justice e cuffie nuove insieme sono esplosive.
come non si può sognare?
e questo non me lo vieta nessuno.
e nessuno mi può togliere questa facoltà.
 

 

 

dovunque io mi giri

19 giugno 2009

ci sono momenti
di pura assenza mentale
dove forse
il pensiero è troppo forte
per essere nascosto
ti lasci cadere su questo pavimento ghiacciato
e non c’è niente
niente
che cada dal cielo
e nonostante attendi
l’attesa di un qualosa
che giornalmente ti ammazza i sensi
non c’è niente
niente
di nuovo nell’animo.
e meno male che c’era qualcuno
che diceva che sensi e ragione
erano strettamente collegati
piovono pietre addosso a me
sono attimi dove
il silenzio è l’arma più tagliente
e si concentrano tutte
le forze che non si sapeva neanche avere
e si tenta di vivere
stanchi per un domani che
di sicuro non ci sarà
e il bisogno di evasione
da questo corpo
diventa troppo.
troppo per poter vivere.
che malattia è
quella che assale il fiato
e rende impossibile comunicare
quella che assale il pensiero
e rende impossibile credere
che girando l’angolo
qualcosa accade.
tutto tace e niente si risveglia
continuando a fissare il vuoto che
pervade e circonda
ogni millimentro di me.
vuoto.
perdo il profondo
freddo gelido
ascetismo?

elvis elvis elvis

19 giugno 2009

è proprio così
e gira sempre
come una trottola
e anche nei momenti di dolore più profondo
continua a girare
senza mai fermarsi:
è quel disco che non ti si scolla di dosso
gira perchè sei tu a non fermarlo.
è il compagno di giornate
di momenti di noia
di assaggi di sole
di timidezza estiva
e ti segue costantemente.
è proprio così
e gira sempre
gira con te che non ti fermi
o non ne vedi il bisogno.
meno ermetismo
semplicemente perchè le cose
vengono a galla
e mi fanno semplicemente girare
e allora non strappare questo suono
che solo di questo posso nutrirmi.
chili e chili di tabacco
leggero lume tra le labbra
e questa musica nella mente
e non si spegne
mai.
revolution
new me?
no, it’s only one of the most faces.
gradisce questo ballo?

retrocedere

15 giugno 2009

non ha più senso.
nulla ha più senso.
se mai l’avesse avuto.

una linea sottile

10 giugno 2009

il dolore di questa vita è insopportabile
tanto che non penso ne esista di peggiore.
mi lascia ogni giorno di stucco
perchè penso sia sempre l’ultimo
e invece è solo ancora
il primo
di una lunga serie.
io mi chiedo che cos’ho
di tanto storto
che non va bene.
non credo di essere
ciò che la gente pensa io sia.
e se ne soffro
è perchè in fondo non ce la faccio
a sopportare il dito giudice di ogni singola persona
che ogni giorno sputa sentenze
su ciò che non è suo.
o forse che proprio non lo fa
perchè io sono nient’altro che illusione
evanescenza da sfruttare
nel momento in cui ritorno utile.
utilità. mera utilità nei miei confronti.
she was young and dumb.
 
e non l’ha detto gesù cristo.
 
è come inciampare sullo stesso ostacolo
e tornare indietro per capire come si sta inciampando,
ma non poter fare a meno di inciamparci.
 
you’re such a delicate boy
 
quanto ti impreziosisci
quando devi far vedere di essere buono bello e bravo
 
go baby go baby
 
trasloca dal mondo terreno.
 
go baby go baby go
 
o forse è proprio questo il punto
che non c’è mondo terreno dove tu
non voglia dimostrare la tua inesistente onnipotenza.
è una dolce sensazione
quella che mi porta a te
in questa fredda notte
di assenze e stupidità
è una dolce inclinazione
quella che la tua voce fa
descrivendo gli animi più sparsi
è una dolce incitazione
quella che sento dentro me
che non mi fa pensare
è una dolce melodia
quella che accompagna
lentamente le tue sillabe
che dalla tua bocca prendono forma
e diventano dettagli di una vita
poco vissuta
o forse fin troppo
aspettandone con ansia il termine
prefissato
è una dolce rabbia
quella che gocciola
lungo la mano
e cade a terra
disperdendo i suoi profumi
in aria malsana
è una dolce amarezza
quella che uccide il corpo
come il lupus
o forse è l’intolleranza
di un qualcosa
che tente ad essere rigettato
è una dolce voce
quella che sento sussurrare
alcune amare verità
è una dolce buonanotte
che da spazio alle sensazioni
più incoerenti.
stop