Sciarada

10 luglio 2011

Devo
creare incomprensioni
di vanagloria
per comprendere a fondo
di cadere nel fondo
e capire di sapere
che forse è il caso di
Smetterla
con le dicerie
di cortili dimenticati
senza mete ricercate
come la perfezione
di attimi ricreati
in funzioni logorroiche
Di
nanosecondi senza sosta
e pagine senza libri
dentro giardini di lussemburgo.
creiamoci insoddisfazioni
che rendono il mondo
un posto meno degno per
Pensarti.

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“Se ti chiedo dove sei, non sai dirmi dove sei.”

Oggi prendo in prestito parole, a loro volta rubate dalla realtà dei vuoti a perdere. Oggi parlo per metafore e poca cognizione di causa. Oggi perdo coscienze.
Guardo le matite scrivere senza una reale necessità e tutto appare uguale alla materia senza sostanza. Non c’è nulla che non è nel posto in cui dovrebbe stare; tutto sembra inamovibile e il mondo, sostanzialmente, appare perfetto per quello che è: un posto fermo e senza porte. Vivere in un tranello già risolto, è come comprare pacchi di arroganza venduta come sentimento.
La vita che circonda la mente non è minimamente paragonabile alla severa plasticità della vita che circonda la vista. Serve adattarsi e respirare ondate di macromolecole sintetiche senza darsi troppe motivazioni: semplicemente farlo.
Il motivo è che un qualcosa che si interrompe strisciando poi porta un accumulo di sé in avanti e si lancia, saltando questo accumulo. È come abbassare il volume della musica: non si interrompe.
“La banalità del male” non dimostrerà mai il male della banalità, eppure rende l’animo così rigato, cosí incrinato, così stupidamente risvegliato che, ora che ci penso, mi fa pensare di dover amare.
Ora, mi sto perdendo, in antri bui di viaggi senza aerei.