bagliore

28 settembre 2011

stelle comete si accendono, lanciano luce che sembra riflettersi nello spazio più lontano. persone che vagano nella penombra di un mistero accennato, di un mistero soffocato, di un attimo prestabilito. elementi trafitti da una voglia incommensurabile di dover esistere, generi umani traditi dalla rabbia di non poter conoscere la faccia degli dei.
sentir parlare di momenti inesistenti non giova e non arricchisce i deboli, quando debilita la forza nelle gambe di ogni uomo che sa e che mente mentre pronuncia le ultime parole, del giorno; di questo giorno. non si cercano certezze, ma solide falsità, che costruiscono senza pregiudizi su nuvole di cotone, su ali di cartone.
non esiste il pensiero senza l’atto, e se qualcuno millanta ancora credendoci: è ora di risvegliarsi dai sogni di fate, sogni di pensieri. oggi è un futuro in atto, domani è un passato in potenza. non esistono mondi senza condivisione; non esistono terre su cui non scorre l’acqua. tutto suona più lontano, più diverso, più alieno. più di altri e non nostro. e ora, cosa ci facciamo? dedichiamo secondi di gloria a rei; moriamo ogni giorno, sempre di più, per non rivivere quello che ci lasciamo alle spalle, senza ritegno. siamo schifosi esseri umani che inamidano gli attimi, credendo di poterli rivivere, ma in realtà tutto ciò che si rivive è solo quella stupida sensazione di mancata appartenenza agli attimi stessi, quella idiozia di fondo che intinge il nostro agire di tutti giorni. e le domande buttate ad un futuro che sembra spazzarle via: chi siamo, cosa facciamo, da dove veniamo e dove andremo. inizia a chiederti se sei davvero quello che proponi di essere.
scrivo perchè non ho mai parole adatte da dire. scrivo perchè non trovo il tempo di pensare. scrivo perchè in fondo ne ho la facoltà e, a mia discrezione, ne faccio l’uso che più mi conviene. scrivo perchè in fondo amo te e non lo voglio dire a nessuno. scrivo senza inibizioni ne freni, perchè tutto quello che ho sono una manciata di vocaboli sparsi nel mio impianto mentale e non ho la forza per poterli rivoltare. scrivo perchè se non lo facessi non sarei me stessa.

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facile andarsene

27 settembre 2011

Respiro.
Mi muovo.
Son viva.
e mi adagio
su questa vita che mi circonda
mi siedo e penso.
tocco con le dita
della coscienza, sporche
la melodia che mi circonda
accendendola d’immenso.
tutto è in sospensione,
tutto è fermo dentro un tempo
che non si tocca,
non si palpa.
la capacità
di due realtà
che collidono
è data dall’insensatezza
che dirige il mio passo
con astio e morbidezza.
e rimango sospesa
come il tempo infinito
come l’aria di ottobre
come l’ultimo respiro
concesso per benevolenza.

lamento di settembre

14 settembre 2011

Io odio quelle domeniche d’inverno profumate, quelle che odorano di quel promufo nauseabondo. Quelle domeniche umide da decomporre le ossa, chiuse dentro una stanza dalle luci albicocca, con quel profumo penetrante, costretto ad ascoltarlo nonostante non lo si voglia nemmeno percepire con l’immaginazione.
Odio quelle domeniche d’inverno da nausea, quelle che ti sciolgono le viscere.