Lo sento. É vivido nelle mie narici, quell’odore indistinguibile che mi permetteva di riconoscerti in mezzo a mille persone. Nonostante tutto, sopravvive ancora alle mille intemperie che hanno attraversato questo naso. E mi sforzo di ricordati per ciò che eri, ma non trovo altri pensieri se non quelli che storpiano la tua immagine, la tua voce e i tuoi discorsi; è incredibile di come mi riesca difficile fartene una ragione. Sai quel foglio, quello con il tuo numero di telefono? No, non lo sai; non importa, te lo dico ora: ho un post it con annotato il tuo numero di telefono. Ecco, quello è un anno che si trova appeso di fronte a me, sulla mia scrivania e, come un cimelio, non riesco a buttarlo via. Non che non abbia il tuo numero sul cellulare o su rubriche, ma, non so perchè, non trovo proprio le capacità e le forze per prendere e buttare via quel biglietto scritto alla veloce, scritto per evitare di perdere almeno il tuo numero, insieme a quello di altri due eletti, vista la mia hobbistica personale di cancellare periodicamente la mia esigua rubrica telefonica. E adesso invece posso solo ricordare alcuni frammenti di quello che sei, alcuni particolari vividi, alcuni momenti, alcune parole. Ho dimenticato quasi tutto: sono brava.
Sono cambiate così tante cose che non saprei da dove partire, che cosa raccontarti, cosa dirti, come parlarti, in che modo guardarti, come pensarti, dove chiamarti, perchè ascoltarti. Non amo neanche troppo l’idea di dover architettare una cosa del genere: un rendez-vous improvviso e repentino, senza preavvisi, o, peggio ancora, annunciato in modo tale da struggere e sfinire.
Ebbene sì, qualche volta mi capita di pensare a questo evento che avrebbe probabilmente risvolti tragici; un evento così triste e carico di aspettative che, a causa di questo, saresti in grado di sfinirmi prima, durante e dopo, in un modo che solo tu sai fare, con e senza le parole. E soprattutto con e senza i pensieri.
Mi guardo intorno e non riesco a contare la quantità di cimeli che tengo attorno a me, quasi in modo ossessivo; mi soffocano quasi, o probabilmente mi lascio soffocare dalla futile necessità di avere tutto questo appresso.
Sei la persona che più mi rende meno coerente con me stessa, e questo ha dell’incredibile, perchè raramente rinnego ciò che faccio e le decisioni che prendo: con te non oso capire che cosa penso. Non ho delle idee, ho solo un cumulo di polvere, un insieme di nubi che annebbiano probabilmente ciò che realmente penso, il modo in cui realmente ti vedo e la verità più profonda riguardo a tutto quello che sei. Ho bisogno che arrivi il sereno su queste verità, ma io stessa rendo sempre più irraggiungibili queste conoscenze, nascondendo a me stessa tutto quello che dovrei dirti. A me stessa più che a te, perchè tu non capiresti, come del resto hai sempre fatto: non hai mai capito. E hai finto, e fingi, di creare delle finestre nel muro che io ho creato attorno a te. O forse attorno a me. Ma questo poco importa, vista l’entità del discorso.
Il succo della questione, il nocciolo di questo nodo gordiano è che noi due non sapremo mai cosa penso. Non lo sapremo mai perchè mai e poi mai io dirò la verità, ne a me stessa ne a te, a riguardo.
Riguardo noi.

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fronzoli di realtà passiva
si palesano di fronte a me
e recepisco il movimento
repentino e scattante
del cadere e del precipitare
ma si lentamente che pare essersi fermati
bloccati in un lasso di tempo
non ben definito
da un concetto umano
o vicino a esso.
ed ecco manifestarsi
mille coriandoli d’oro
di pensieri che
si lanciano senza paracadute
da altezze vertiginose
per poi cadere al suolo
schiantandosi
provocando rumori e tumuli
del cranio.
sorge spontaneo
il sole del mattino celeste
sorge lontano
dagli occhi indiscreti e infelici
sorge senza indugi
sorge inevitabilmente
sorge inesorabilmente, sorge.
ed ecco riapparire
la melodica e cadenzata
presenza dell’assenza
di ogni qualsivoglia forma di vita
oltre la morte cerebrale.
respirando oltre questa finestra
vedo ombre di alberi
nelle quali riposare
e sopra le quali stendersi e pensare.
il carnevale delle idee
il carnevale delle idee perse
smarrite
smisurate
sciagurate
sgraziate
scivolate
sorvolate
straziate
sibilate
soverchiate
sopravvalutate
surclassate
sentenziate.
sonate.