tasti

30 marzo 2012

piccoli spruzzi di nubi bianche
compaiono in un cielo,
dipinto per sbaglio
di un azzurro intenso.
e tutti alzano lo sguardo
tutti sembrano rimirare
quelle nuvole disegnate
quasi per scherzo
e ognuno ne vuole un po’ per sè.
impossibile viaggiare
senza vedere quelle nubi
sopra la testa
e fissarle per un attimo,
pensarle come un distillato
di gocce d’umanità
sparse via da qualche vento.
tutto si ferma
ma le nubi proseguono
il cammino dentro al cielo
e dentro ai pensieri
di ogni persona che
fermandosi vede ciò che vuole
dentro ad un accumulo
di semplice acqua ghiacciata.
ed io che tiro
i fili di questo spettacolo
mi pare di esser diventata brava
a non pensare al necessario.
volendo vederti
ti vedrei sempre così:
come un grande accumulo di pensieri miei
che al moto del vento
ti sposti e rimani li
ammirato da tutti, ma chissà per qual motivo.

Morbido e soave

13 marzo 2012

Se non fosse che corre l’anno 2012, mi affezionerei senza troppi indugi al simbolismo. O forse, proprio perchè è il 2012 dovrei affezionarmi al simbolismo. Non saperi, ma nel frattempo guardo e osservo. A questo punto sarà meglio riporre i pensieri giusti nei meandri giusti della mente e far si che tutto sia perfetto, così come appare, sperando che nessuno si accorga che la mente non è stata riordinata secondo un qualsiasi metodo di organizzazione di massa. Ho acceso di nuovo quella spia che aiuta lievemente ad attutire tutta questa aridità di pensiero, ho poggiato le mie dita su quella lacca fredda e ho premuto con tutta me stessa, e forse neanche troppo. E per un attimo ho dimenticato il mio nome, per un semplice momento ho pensato che tutti i problemi del mondo erano in quel turbinio di scale, imperturbabili e inamovibili saliscendi di movimenti ininterrotti se non per una imprecisione dettata dalla poca destrezza e dall’essere terribilmente impacciati. Nulla è così semplice, nulla è mai stato così facile, ma tutto sembra non passare e il tempo è semplicemente un ricordo lontano, una invenzione terribile della mente umana più sadica e anche un poco narcisista. Tutto sparisce dietro ad un pesante panno di velluto rosso, che allontana la percezione di ciò che è altro da me ed è un ritornare alle origini del mondo, alla pressochè totale assenza di vita umana, di presenze indigeste. E quando ritorno, dietro questo panno pesante, ma così leggiadro agli occhi, sembra sempre di sentire nuove melodie, provare nuove sensazioni, odorare diversi profumi e udire nuovi crepitii.
Poi, quando torni a discostare quel panno, quel velluto, torni a vedere il mondo per quello che è: una visibile e invivibile discarica di pensatori, dove chi non sa ma, nonostante ciò, è in grado di vendere bene la propria ingnoranza, può tutto e dirige il traffico delle idee.
Lasciate cadere le mani a chi di mani non ne ha, lasciate che si schiantino le onde contro gli scogli e lasciate che il mondo prosegua così.

spazi tra battiti di ciglia, che paiono durare mesi e anni; sempiterna sensazione di vuoto nella bocca, che inaridisce l’animo triste e solitario anche del più buio mese di settembre. questi mesi che non tacciono e questi giorni che non passano, mai. queste regole malnate e questi scempi del destino.
Parlami. so quando dirai le parole che vorrai, ma che non hai mai pensato; e forse allora sarà il momento di sbattere la porta con una violenza tale da redimere ogni animo peccaminoso. ripensandoci: forse è meglio di no, forse è meglio non guardare mai con occhio pietoso quello che il mondo ci porge come succulenta cornucopia di cattive notizie e morti premature. forse è meglio conservare certi sguardi, forse è meglio riprendersi le proprie verità e stringerle a sè, senza cercare di convertire il proprio onore in onere.
Tutto accade senza un preciso significato, procedendo verso una fine preannunciata, ma, nonostante ciò, totalmente sconosciuta; nessuno si prende la briga di togliere la polvere dai mobili del pessimo gusto e della noncuranza degli affetti, due stanze affollatissime di pensieri e persone, parole e azioni, soprusi e vittorie. finiamo che tutto si sbriciola, che noi non sappiamo voler capire come ricomporre, che loro si salvano sempre, che lei arriva e spazza via tutto con un urlo acuto e gelido che ci rende sordi e incapaci di comprendere, che la vita è un mistero, che le frasi trite e ritrite funzionano sempre, che l’insulto è l’unica via di fuga.
So già cosa succede dopo la fine, so già come partirai e la totale assenza di logica e senso che caratterizza tutto ciò che pensi, dici, fai, esegui, esplichi, correggi, comunichi, descrivi, immagini, desideri, respiri, calcoli, maturi, possiedi, ritieni, pretendi, risvegli, dimentichi.
Nessuno ha degli alibi. Tutti hanno dei grossi crateri cerebrali.

Antibiotics

1 marzo 2012

Lasciate che guarisca.