Abbiamo trovato l’amore. Di chi è?

23 aprile 2013

Solitudini rosee moltiplicate per corse frenetiche senza mete. Integriamo il soggetto in uno spazio tempo non ben precisato e otteniamo una funzione rappresentata da una vita in cambiamento. Sottraiamo la distanza al cammino per poi sommarvici la penetrazione degli sguardi carichi di cielo. Eguagliamo il tutto ad una sola cosa: la felicità estemporanea e avulsa dal contesto. Togliamo le aspettative e carichiamo di emozioni le rappresentazioni mentali, nonostante dovremo poi separarle dalla verità; prendiamo un mezzo di queste emozioni e moltiplichiamolo per il coefficiente di assenza, per poi venire azzerato dalla funzione esponenziale coinvolgente la dimensione tattile-cinetica del rapporto a stretto contatto. Come parametro di eguaglianza utilizziamo il calore al tempo in cui le due parti entrano in contatto per il 50%.
Otteniamo una reazione del tutto interessante, priva di ogni logica e fuori da ogni schema scientifico. Otteniamo tutto ciò che la scienza non riesce a spiegarsi e a spiegare. Otteniamo tutto ciò di cui nella realtà più marcia abbiamo bisogno.

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