10 aprile 2014

Noi abbiamo bisogno di quello spazio che c’è solitamente tra la terra e il cielo. Sentiamo una pulsione che, lentamente, cresce all’interno delle nostre viscere e chissà da dove parte e dove arriva non si sa. Cerchiamo irrimediabilmente di lasciarla correre, eppure non è sempre così; lasciamo che il tempo si trovi e cerchiamo di captare ogni singola brezza lasciata dal mondo che gira a una velocità assurda, che più di così veramente non si può. Solo sugli altri pianeti.
E quindi ci trovammo a saltare per evitare di cadere giù, che chissà poi cosa ci si farebbe, a cadere. Non avendo mai provato non possiamo sapere; probabilmente ci si bagnerebbe un poco, ma poi ci si rialzerebbe e nient’altro. Ma al di là di queste considerazioni e lungaggini, saltiamo. Respiriamo saltando. E poi ridiamo tantissimo, perchè stiamo bene e siamo senza problemi, senza pensieri che oscurano e otturano la mente e non permettono il lieve procedere delle ore diurne e notturne. Ridiamo, sì. Perchè probabilmente è per questo che siamo stati creati, perchè tutto il resto mi sembrerebbe fin troppo pretenzioso e altolocato. Ho smesso di credere in un mondo dove serve pensare per capire e tutto il resto sembra assurdamente chiaro per non essere già stato compreso; quindi mi soffermo a saltare e ridere, e tutto ciò che mi circonda non può che essere fantasticamente disposto nello spazio che mi circonda.
“Tutto il mondo è un splendido libro aperto che mi sorride in un linguaggio sconosciuto” Pessoa.

Kacper Kowalski - Plus Minus

Kacper Kowalski – Plus Minus

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