Insomma, diciamo che per me è normale vedere scene in movimento all’interno dei quadri. Cioè, il fatto che io veda questo movimento dipende solamente dall’apprezzamento del tutto. Ovvero: vedo un quadro, un dipinto principalmente, e se tutto si muove vuol dire che mi sta piacendo molto. Il concetto celato non è stupido, anche se di per sè molto banale; quando una cosa piace coinvolge, dunque essendo che la mia mente si titilla alla vista di quel quadro decide che non le basta e opta per il fervente immaginare il prolungarsi di una scena così congelata e decide le sorti degli elementi.
Questa lunga premessa semplicemente per dire che:
è una vita che non mi soffermo a guardare un po’ di arte, in generale. Ok, è vero, vivo a Firenze ora ed è tutto molto più semplice per me quando cerco dell’arte: è ovunque attorno a me. Però quell’arte lì è sì molto bella, ma anche poco stimolante per me. Non me ne vogliate, sono gusti in questo caso. L’arte che mi coinvolge in maniera “cognitiva”, prima ancora che emotivamente, è quella un po’ meno datata. Quella che va indicativamente dal 1500 ad oggi. Ma proprio oggi.
Niente, allora ero qui seduta dunque e sfogliavo telematicamente il mio monte di siti internet fidati, che ogni volta mi mostrano un caleidoscopio di arte e mi permettono di ampliare la mia mente e cercare di sforzarmi nel trovare elementi piacevoli o spiacevoli all’interno di opere complesse o semplicissime. Insomma, un gran caos da far venire il mal di testa.
Il problema grosso, o la novità strana come dir si voglia, è questa: mi soffermo su delle foto di un’installazione e, boom: invece che vedere movimento, la mia mente rimane intasata da un odore fortissimo.
Capita no? Cioè, dico, capita che delle volte siamo tranquilli immersi nei nostri pensieri e ricordiamo magari un profumo o un sapore e ci sembra di sentirlo lì, proprio lì, o sotto il naso o sulla punta della lingua. La nostra mente non è estranea a questi giochi strani di richiamo di fragranze o di sapori quando queste non sono presenti attorno a noi. Però trovare queste sensazioni di fronte a foto di una installazione mi ha stranita, mi ha messo a disagio. Perchè? E perchè proprio quell’odore?
Vediamo di riordinare le idee: l’odore è durato credo 2 secondi netti, somigliava a quelle fragranze dei saponi dei bagni pubblici, che sono fortissime con queste punte acide mescolate in un calderone di odori dolci. Il risultato è quello che io chiamo “l’odore del cesso di autogrill appena lavato”. Il problema si infittisce: perchè di fronte all’immagine di una installazione?
Un’installazione rappresenta un’opera d’arte molto complessa e d’avanguardia, un’opera dove l’artista ha rotto le barriere del carcere delle dimensioni prefissate, delle cornici, della bidimensionalità, e talvolta anche della mera catalogazione opera-spettatore e rende l’opera tale di essere appellata con quel nome nel momento in cui lo spettatore c’è; quando questo non è presente l’opera perde il suo reale ed effettivo significato. Quindi, tutto questo per dire che: l’installazione dovrebbe essere qualcosa che riesce a dare suggestioni nel momento in cui vi si è immersi e non attraverso parziali immagini viste tramite uno schermo luminoso di pc.
Che cosa sta succedendo alla mia mente?
E all’arte invece?
Che oggetto strano il nostro corpo.
L’arte è proprio bizzarra ultimamente.

Cedric Fargues - It's too hot to sleep

Cedric Fargues – It’s too hot to sleep

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