Un nome un perchè.
sostanzialmente nessuno crede in Charlie Dupieux. forse perchè non esiste?
Chi è Charlie Dupieux?
è uno di quei nuovi supereroi da serie televisiva? No, aspetta… è uno di quei vampiri sempre delle serie tv nuove, che scopa a destra e a manca e infila canini nei colli più improbabili.
Charlie Dupieux mi ricorda però uno di quei personaggi dei fumetti francesi, come tin tin, per esempio, un po’ sfigato ma che riesce sempre e comunque a vincere, qualsiasi cosa ci sia da vincere.

Niente. niente di tutto questo.
Charlie Dupieux è lo pseudonimo di una persona che può sembrare non abbia nulla da fare. A volte è così. A volte no.
Il nome da nubile è Charlie Bertaux (ogni riferimento a persone o fatti è forzatamente voluto).
Il consorte, Quentin, ignaro di tutto, produce stimolatori per il cervello poco sfruttato e sfruttabile della moglie. tutto questo crea una gran confusione.
Tante parole, ma: chi è veramente Charlie Dupieux?

Ama l’arte tutti i giorni, come se fosse l’ultimo giorno e ringrazia il cielo di vivere dopo avanguardie artistiche che spaziano dal neoclassicismo al movimento dada. Charlie trova molto divertente il Dada. Per lei Duchamp è divertente quanto barzellette satiriche. sostanzialmente adora sbeffeggiare l’ignoranza coltivata, in senso latino del termine colere.
Charlie nel tempo libero fa tante cose; prende treni, frequenta università a caso, legge libri che trattano di scienza (che tanto la stimola, ma mai quanto l’Arte), mangia, aiuta lo smog aereo nella distruzione degli alveoli polmonari, si fa parecchie paranoie, litiga, rimane delusa e cerca in tutti i modi di limitare l’udito.

Charlie è fatta male, ma giura ogni giorno a se stessa e agli altri che cambierà. Puntualmente fallisce.

Ciò che mette allegria nel corpo e nell’animo di Charlie, al pari dell’arte, è la sua patria che tanto le manca: la sua Francia. La sua Parigi la osserva guardando dentro la sua stanza, in mezzo alle mille foto, alle mille ricostruzioni, ai mille quadri. La sua Parigi è dentro di lei e non accenna ad andarsene.

Charlie è sostanzialmente una figura evanescente, somigliante a quelle disegnate da Boccioni, che c’è quando meno è utile; Charlie ti soccorre nel momento della futilità.

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